Finale olimpica di Rio 2016, Italia contro Brasile. Mentre la palla vola, al microfono c'è Andrea Lucchetta, che alla pallavolo aggiunge uno strato tutto suo fatto di rime, metafore e battute surreali. Su una schiacciata di Zaytsev tira fuori una delle sue trovate più citate.
«L'attacco dello Zar non si vede neanche al Var!»
È telecronaca o è poesia da spiaggia? Con Lucchetta non sai mai, e funziona proprio per questo. Riesce a far ridere e a far capire il punto nello stesso istante, una cosa rara in chi commenta sport.
Chi è Andrea Lucchetta
Nato a Treviso il 25 novembre 1962, soprannominato «Crazy Lucky», Lucchetta è stato un grande della Nazionale: 292 presenze, il bronzo olimpico nel 1984, il titolo mondiale nel 1990. Dal 2009 racconta la pallavolo per RAI Sport, e tra le sue telecronache ci sono i Giochi di Londra 2012 e di Rio 2016.
Aver giocato a quel livello gli dà l'autorità per inventare: sa di cosa parla, quindi può permettersi di parlarne come gli pare.
La pallavolo come la senti tu
La pallavolo è uno sport di gruppo anche sugli spalti: ci si esalta insieme, si conta a voce alta, si urla per un muro. È un tifo collettivo che chiede di essere raccontato in tanti modi diversi, non in uno solo.
L'altcast è la risposta. Su WeSpeakSports puoi commentare un match di volley con la tua voce e il tuo stile, magari serio, magari folle alla Lucchetta, magari semplicemente entusiasta. È la telecronaca alternativa dei tifosi, e chiunque può provarci, senza casting e senza permessi.
Lucchetta ha portato le sue rime alle Olimpiadi. Le tue, qualunque cosa ti esca quando esulti per un punto, ora hanno un posto dove andare in onda.